La Birmania: Aung San e i Militari

Aung San Suu Kyi

 

Aung San Suu Kyi é stata negli anni un simbolo di resistenza pacifica all’oppressione militare. 65 anni, ha speso gli ultimi 20 anni in detenzione per i suoi tentativi di riportare la democrazia in Birmania.

Nel 1991, un anno dopo che il suo partito, NLD, vinse le elezioni con una schiacciante maggioranza, e la giunta annullò l’esito, le fu assegnato il nobel per la pace. L’allora presidente del comitato Francis Sejested la definì: “Un esempio straordinario del potere degli impotenti”.

Aung San Suu Kyi aveva due anni quando suo padre, Aung San, fu assassinato nel luglio 1947. Nel 1960 seguì la madre Daw Khin Kyi in India in seguito alla nomina come ambasciatrice a Delhi.

Aung San Suu Kyi studiò all’università di Oxford, in filosofia, politica ed economia, dove incontra il marito Michael Aris.

Dopo una breve parentesi lavorativa in Bhutan e Giappone, scelse di diventare casalinga per seguire i suoi due figli.

Nonostante questo la Birmania era sempre nei suoi pensieri.

Quando ritornò a Rangoon nel 1988 per curarsi della madre malata, la Birmania era allora in una fase di grandi movimenti; migliaia di studenti presero le strade domandando riforme democratiche, assieme a impiegati e monaci.

In un discorso del 26 agosto 1988 dichiarò: “Come figlia di Aung San non posso rimanere indifferente a quello che sta accadendo”. Divenne così leader del movimento democratico, con il proposito di rovesciare il governo di Ne Win ispirandosi alla campagna di disobbedienza civile e non violenza di Martin Luther King e Gandhi. Aung San Suu Kyi cominciò a viaggiare per il paese organizzando manifestazioni e incontri.

Le manifestazioni furono però brutalmente represse dall’esercito che prese potere con il colpo di stato del 18 settembre 1988; le elezioni indette per il maggio 1990 che il NLD vinse, nonostante Aung San fosse già agli arresti domiciliari dal 1989 e squalificata dal parteciparvi, furono completamente ignorate dalla giunta militare.

Nel luglio 1995 fu liberata ma con l’obbligo di ristretti movimenti. Nel 2000 fu sottoposta di nuovo agli arresti domiciliari a settembre, in seguito alla violazione delle restrizioni al movimento quando tentò di recarsi nella città di Mandalay.

Nel maggio 2002 fu ancora una volta rilasciata ma senza condizioni; nonostante questo la sua libertà dura solo fino al maggio 2003, quando fu arrestata in seguito a scontri tra sostenitori NLD e forze governative. Nel 2007 gli arresti furono estesi per un altro anno.

Durante il suo lungo confino Aung San ha studiato, meditato, migliorato il suo francese e giapponese; il marito muore di cancro nel marzo 1999,  ma non riuscì a vederlo perché nonostante ammessa a viaggiare nel Regno Unito, Aung San aveva il timore di non essere poi riammessa in patria.

Nel 2008 gli arresti domiciliari furono ancora estesi e nel 2009, fu accusata di rompere il suo isolamento quando un

Americano nuotò verso la sua casa. Aung San fu condannata a 3 anni di prigione poi commutata in 18 mesi di arresti domiciliari.

Nel 2010 la sua liberazione senza condizioni e restrizioni.

 

 

Le elezioni del 2010, l’opposizione e i partiti politici

 

Le elezioni del 7 novembre 2010 sono state le prime consultazioni in 20 anni, con 37 partiti in lizza per più di 100 posti nelle due camere del parlamento,  14 assemblee legislative locali in  7 stati e 7 regioni.

I partiti per partecipare alle elezioni dovevano avere almeno 1,000 iscritti ed essere registrati entro il 6 Giugno.

La National League for Democracy (NLD), che vinse le precedenti elezioni del 1990, ha deciso di non partecipare e di boicottare il voto. Alcuni membri hanno formato il National Democratic Force (NDF) sostenendo che il boicottaggio favorisce il gioco della giunta.

L’Union Solidarity and Development Party (USD), e’ il partito filo governativo, successore dell’organizzazione di massa Union Solidarity and Development Association (USDA), che rivendica circa la metà della popolazione come iscritti.

Il National Unity Party (NUP), che partecipò alle elezioni del 1990 vincendo 10 seggi come partito pro-governativo, ha partecipato al voto. Il partito rappresenta elementi legati alla nomenclatura in potere dal 1962 al 1988.

Il nuovo Democratic Party, fondato da Mya Than Than Nu, figlia del precedente Primo Ministro U Nu, e da Nay Ye Ba Swe, figlia del precedente Primo Ministro Ba Swe, non ha raccolto invece i risultati sperati.

Un altro nuovo partito e’ formato da membri di un gruppo etnico sotto cessate fuoco e un partito che vinse seggi nel 1990, cinque membri del New Mon State Party (NMSP), cinque del Mon National Democratic Front (MNDF) assieme ad altri cinque Mon elites, hanno fondato un comitato di 15 membri.

Lo Shan Nationalities League for Democracy, un partito politico Shan che giunse secondo nel 1990,  partecipa come Shan Nationalities Democratic Party.

Il Generale Than Shwe ha annunciato che la transizione al parlamentarismo permetterà a diversi partiti con differenti opinioni di apparire, ma ha avvertito che i nuovi partiti dovranno evitare qualsiasi azione che mini gli interessi dello stato.

I seggi disponibili erano 330 per civili nella Camera dei Rappresentanti (su 440) e 168 per civili nella Camera delle Nazionalità(su 224). I seggi restanti erano riservati a ufficiali militari e selezionati dal comandante generale. Than Shwe non partecipava alle elezioni, cos’ come Aung San Suu Kyi squalificata.

 

Risultati

I risultati finali sono stati annunciati dal Myanmar Union Election Commission il 17 Novembre 2010.

Risultati per  l’Amyotha Hluttaw

168 su 224 seggi nell’Amyotha Hluttaw (Camera delle Nazionalità) erano in disputa.

 

 

1.      Union Solidarity and Development Party 76,79% , 129 seggi

2.      Rakhine Nationalities Development Party 4,17 % , 7

3.      National Unity Party 2,98% , 5

4.      National Democratic Force 2,38%  4

5.      Chin Progressive Party 2,38% 4

6.      Shan Nationalities Democratic Party 1,78% 3

7.      All Mon Region Democracy Party  1,78%  3

 

 

Risultati per il Pyithu Hluttaw

330 su 440 seggi nel Pyithu Hluttaw (Camera dei Rappresentanti) erano in disputa:

1.      Union Solidarity and Development Party      78,48%            259

2.      Shan Nationalities Democratic Party  5,45%  18

3.      National Unity Party   3,64%  12       

4.      National Democratic Force     3,64%  12

5.      Rakhine Nationalities Development Party      2,72%  9

 

 

USDP esce come grande vincitore, avendo candidati ovunque e grandi sostenitori, ossia i militari al potere. Intimidazioni, frodi e violenze hanno ovviamente giocato a favore di questo partito che ha raccolto una stragrande maggioranza. Unanime nella condanna l’opinione pubblica internazionale ei vari governi che hanno definito le elezioni una farsa e una palese violazione delle comuni norme democratiche.

I gruppi pro democrazia dal canto loro sostengono che nonostante l’esito scontato, le elezioni rappresentano un punto di partenza per cambiare attraverso le regole definite dal regime.

Un tempo conosciuti come terza forza, questui partiti erano di poca importanza fino a poco tempo fa. Molti di questi gruppi hanno ramificazioni etniche o rappresentano personaggi legati ai precedenti governi no legati al SPDC.

Aung San Suu Kyi e il NLD ora si trovano in una difficile posizione: NLD ormai non esiste più, non  rappresenta più il solo partito di opposizione e il grande rischio e’ la  marginalizzazione dal processo politico. Se il calcolo fatto dalle opposizioni risultasse corretto, NLD e Aung San si troverebbero fuori di qualsiasi negoziazione per la transizione democratica, rendendo anni di lotte e prigione inutili. Dall’altra, se NLD e Aung San stanno giocando d’azzardo, e puntano sulla loro esperienza nel non credere ai progetti del regime, un eventuale fallimento di questo progetto di transizione e un ritorno al governo militare vedrebbe la scomparsa della terza forza e NLD come unico oppositore.

 

Storia

Storicamente la Birmania era una monarchia guidata da varie dinastie prima del 19 secolo. Gli Inglesi colonizzarono la Birmania alla fine del 19 secolo e la posero sotto la giurisdizione del Raj fino al 1937.

Mentre l’area conosciuta come Bamar venne amministrata direttamente, le regioni periferiche godevano di una certa autonomia e autogoverno secondo le linee dei principati indiani. Questo generò tra i vari gruppi etnici divisioni circa i rapporti con gli stranieri, così come tra le varie etnie.

Il gruppo etnico dominante sono i Bamar, che consistono circa il 68% della popolazione.

Nel 1942 il Giappone invade la Birmania, con l’aiuto del Burma Indipendence Army, che più tardi si trasforma in Anti-Fascist People’s Freedom League (AFPFL) e guida la resistenza ai giapponesi.

All’inizio della seconda guerra mondiale molti appartenenti a questo gruppo divennero volontari per affiancare le forze giapponesi nella speranza di rovesciare il dominio britannico, mentre altri gruppi etnici favorirono i britannici.

Nel 1945 gli inglesi liberano la Birmania con l’aiuto del AFPFL guidato da Aung San.

Quando la Gran Bretagna concede l’autogoverno in vista dell’indipendenza, Aung San riceve il controllo su aree prima non controllate dai Bamar. Aung San viene nominato Vice presidente del Consiglio Esecutivo della Birmania, ossia il governo di transizione.

Nel luglio 1947, Aung San e sei  membri del AFPFL vengono assassinati da oppositori politici guidati da U Saw, un nazionalista rivale. U Nu, ministro degli esteri, guida l’AFPFL e il governo.

Il 4 Gennaio 1948, la Birmania diventa indipendente dalla Gran Bretagna e diventa una democrazia basata sul sistema parlamentare, sotto il nome di Unione di Birmania, con Sao Shwe Thaik presidente e U Nu PM.  A differenza di altre ex colonie la Birmania non entrò a far parte del Commonwealth. Il parlamento bicamerale composto da Camera dei Deputati e Camera delle Nazionalita’.

Nel 1955 la Birmania fonda il Movimento dei Paesi Non Allineati, con Tito, Nehru, Sukarno e Nasser.

Nel 1958-60 viene varato un governo di salvezza nazionale, guidato dal capo stato maggiore Ne Win, in seguito ad una  spaccatura nel AFPFL.

Nel 1960 la fazione che fa capo a U Nu vince le elezioni, ma la sua promozione del buddismo come religione di stato e la tolleranza del separatismo genera malcontento tra le file dell’esercito.

Nel 1961, U Thant, venne eletto Segretario Generale delle Nazioni Unite, il primo non occidentale a guidare un’organizzazione internazionale.

Nel 1962 la fazione di U Nu viene eliminata dal governo con un colpo di stato guidato da Ne Win, abolito il sistema federale e inaugurata “la via birmana al socialismo”, basata sul partito unico Burma Socialist Programme Party (BSPP) e proclamato il bando dei giornali indipendenti. I militari cominciarono l’espropriazione di attività private e segue una politica basata sull’autarchia e isolamento.

Nel 1974 viene varata una nuova costituzione, che affida il potere alle  forze armate e all’Assemblea del Popolo guidata da Ne Win.

Nel 1975 nasce il National Democratic Front che guida la guerriglia contro il governo.

Nel 1981 Ne Win viene nominato presidente

Nel 1987 iniziano le rivolte anti governative, durante la rivolta dell’agosto 1988, quando milioni di birmani marciarono attraverso il paese chiedendo la fine dell’autoritarismo, i soldati sparano uccidendo migliaia di persone, si stima circa 3,000.

Nasce lo SLORC, proclamata la legge marziale. La Birmania diventa Myanmar, Rangoon prende il nome di Yangon.

Nel 1997 la Birmania entra nell’ ASEAN.

Nel 2001 migliorano le relazioni con la Thailandia.

Nel 2004 il Karen National Union (il più importante gruppo di guerriglia) cessa le ostilità.

Nel 2005 viene fondata la nuova capitale a Pyinmana.

Nel agosto-settembre 2007 le proteste guidate dai monaci vengono brutalmente represse, almeno 184 manifestanti vengono uccisi e molti altri  torturati.

La costituzione disegnata dai militari viene approvata dal 92.4% dei 22 milioni di votanti con una partecipazione al voto del 99% in seguito al referendum del 10 Maggio. 

 

 

 

La Giunta Militare: State Peace and Development Council

 

Lo State Peace and Development Council (SPDC) è il nome ufficiale del regime militare della Birmania che ha preso potere nel 1988. Originariamente conosciuto come State Law and Order Restoration Council (SLORC), rimpiazza il ruolo del Burma Socialist Programme Party (BSPP). Lo SLORC nasce quando le forze armate comandate dal Generale Saw Maung presero potere l’8 settembre 1988 vincendo la resistenza del Four Eights Uprising. Il primo presidente dello SLORC era il Generale Saw Maung, che aveva anche funzioni di Primo Ministro. Fu poi rimpiazzato il 23 Aprile 1992 quando il Generale Than Shwe,  prese il controllo assoluto.

Nel 1997, lo SLORC fu abolito e ricostituito come State Peace and Development Council (SPDC). I potenti comandanti militari regionali, precedentemente membri dello SLORC, furono promossi a nuove posizioni, escludendo però i comandanti regionali di nuova nomina.

Lo SPDC è costituito da 11 ufficiali superiori (dei quali 6 non hanno più funzioni decisionali).

 

Membri del Consiglio Ordinati per Titolo:

  1.     Senior-Generale Than Shwe, Presidente del SPDC, Comandante in Capo dei Servizi di Difesa. Presidente del  Consiglio e Comandante in Capo delle Forze Armate. Ex impiegato postale, non ha finito la scuola secondaria. Nato nel 1933, si unisce alle forze armate nel 1953 e aiutato il precedente capo Ne Win nell’organizzare il colpo di stato contro il governo democraticamente eletto nel 1962. Nel 1988 emerge come presidente del SLORC (State Law and Order Restoration Committee). Patrono del Union Solidarity and Development Association (USDA), braccio armato conosciuto per le brutalita’ compiute nel nome della giunta, una sorta di gruppo paramilitare. Si riporta che non sopporti Aung San Suu Kyi, superstizioso, ricco e xenofobo.
  2. Vice Senior Generale Maung Aye, Vice Presidente del SPDC, Vice  Comandante in Capo dei Servizi di Difesa, Comandante in Capo dell’Esercito.  Nato nel 1937, e’ spesso  in conflitto con Than Shwe. Un tempo comandante della regione nord-est, ricca di droga, e noto per le sue ramificazioni finanziare e ostile ai gruppi etnici.
  3.  Generale Thura Shwe Mann, Capo di Stato Maggiore Congiunto dell’Esercito, Marina e Aviazione.  Shwe Man, e’ il designato alla successione nel Consiglio. Nato nel 1947, definito come realista, gode di ampio appoggio tra le truppe che ha comandato per molti anni. Intensi legami economici e finanziari: uno dei figli e’ sposato ad una famiglia di costruttori, un altro e’ in business con Tay Za, un magnate soggetto alle sanzioni economiche americane.
  4. Generale Thein Sein, Primo Ministro, ma non sembra essere tra i successori possibili.
  5. Generale Thiha Thura Tin Aung Myint Oo, Segretario-1 del SPDC, Capo Ufficiale addetto ai rifornimenti
  6. Maggior-Generale Ohn Myint, Primo Capo Dipartimento Operazioni Speciali  (Kachin State, Mandalay Region, Chin State, Sagaing Region)
  7. Tenente-Generale Min Aung Hlaing, Capo Dipartimento Operazioni Speciali  (Shan State, Kayah State)
  8. Tenente-Generale Ko Ko, Capo Dipartimento Operazioni Speciali (Bago Region, Ayeyarwady Region)
  9. Tenente-Generale Tha Aye, Capo Dipartimento Operazioni Speciali (Karen State, Mon State, Tanintharyi Region)
  10. Tenente-Generale Myint Swe, Capo Dipartimento Operazioni Speciali (Yangon Region)
  11.  Tenente-Generale Khin Zaw, Capo Dipartimento Operazioni Speciali (Magwe Region, Rakhine State)
  12. Maggior-Generale Hla Htay Win, Capo addestramento Forze Armate
  13. Tenente-Generale Tin Aye, Capo Ordinanza Militare. Relazioni strette con la Corea del Nord per l’acquisto di equipaggiamento militare e armi.
  14. Tenente-Generale Thura Myint Aung, Aiutante Generale

 

Abusi sui diritti umani

Organizzazioni non governative occidentali, come Burma Campaign UK, Amnesty International, Human Rights Watch, hanno mosso serie accuse contro lo SPDC. Rapporti da queste organizzazioni, così come dalle Nazioni Unite hanno elencato abusi sui diritti umani come segue:

  1.     Omicidi ed esecuzioni arbitrarie
  2.    Tortura e stupri
  3.    Reclutamento di bambini-soldato
  4.     Forzate trasferimenti
  5.     Lavori forzati
  6.     Imprigionamenti politici

 

Le Forze Armate

 

Totale: 492,000

Paramilitari: 72,000

Le Myanmar Armed Forces, conosciute anche come Tatmadaw e’ l’organizzazione militare della Birmania. Sono amministrate dal ministero difesa e composte da esercito, marina ed aviazione. Forze ausiliarie comprendono: Polizia, People Militia Units e Frontier Forces, conosciute localmente come Na Sa Kha.

In teoria il personale e` volontario, anche se il governo ha il potere di richiamare alle armi se considerato necessario alla difesa del paese. Noto il reclutamento di bambini, uso come forza lavoro e sminatori. Ingaggiato in una lunga battaglia con gruppi etnici, dissidenti politici e narcotraffico. Ha un equipaggiamento obsoleto e necessita di aiuto esterno per comprare armi.

 

Esercito

Gode di ampi finanziamenti, ha avuto un ruolo prominente nella lotta contro le insurgenze locali e acquisito fama di esercito duro e capace. Nel 1981 veniva descritto come probabilmente la migliore armata del sud-est asiatico dopo il Vietnam.

 

 

Aviazione

Personale: 15000,

Fondata il 24 Dicembre 1947

 

Marina

Personale: 19000

Fondata nel 1940 ha avuto un ruolo cruciale durante la seconda guerra mondiale a sostegno degli inglesi, poi fase calante durante dopo l’indipendenza e durante l’era socialista. In ascesa durante il potere dello SLORC/SPDC.

 

Forze di Polizia

Personale: 72000

People’s Police Force nata nel 1964 come dipartimento indipendente del ministero interni. Riorganizzata nel 1965, divenne parte del Tatmadaw. Presente in tutte i sette stati e le sette divisioni.

 

Forze di Frontiera

Attive in tutte le cinque aree di confine, sono composte da personale del Tatmadaw, intelligence e  assistiti da police forces , immigrazione e dogana. La loro composizione totale e’ sconosciuta.

 

 

Il Ruolo del Tatmadaw

 

Prima fase: post indipendenza-1962

La prima fase della dottrina fu sviluppata durante i primi anni 50 per far fronte alle minacce esterne provenienti da potenti nemici, sotto il nome di Strategic Denial, o guerra convenzionale. Le minacce interne venivano percepite come di minore importanza e maneggiate attraverso un misto di forza e persuasione politica. La dottrina, come sviluppata dal tenente colonnello Maung Maung, prevedeva grosse divisioni di fanteria , brigate corazzate, carri e mobilitazione di massa; lo scopo era bloccare le forze di invasione per almeno tre mesi fino all’arrivo di forze internazionali. Nonostante cio’ questa dottrina era condizionata dalla mancanza di un appropriato sistema di controllo, supporto logistico, basi economiche ed efficaci organizzazioni civili di difesa. Agli inizi degli anni 50, se il Tatmadaw  era in grado di riconquistare il controllo di gran parte del territorio, il Kuomintang (KMT) sotto il Generale Li Mai era in grado con supporto statunitense di invadere la Birmania e usarla come base per lanciare attacchi contro la Repubblica Popolare Cinese. La dottrina fu testata per la prima volta con l’operazione Naye Naing del febbraio 1953 contro l’invasione di forze del Kuomintang; la mancanza di supporto militare e logistico e non aver tenuto conto il peso USA portarono ad una sconfitta umiliante.

 

Seconda fase: BSPP era (1962-1988)

La dottrina fu usata pero’ fino alla meta’ degli anni 60, e con alcune modifiche porto` risultati nell’ impedire nuove invasioni. Cominciò tuttavia a diventare obsoleta e inadeguata quando verso la fine degli anni ‘50 il Kuomintang e forze locali insorgenti cambiarono la loro strategia  da guerra convenzionale a guerriglia.

In questa seconda fase si cerco’  di sopprimere l’insorgenza  con una guerra popolare e la percezione di minacce alla sicurezza veniva ora spostata all’interno. Il link tra minacce esterne e interne poteva essere limitato solo con una politica di isolamento e la soppressione degli insorgenti tagliando i loro contatti con l’esterno. La nuova dottrina si basava su 3 potenziali nemici:

1.      Insorgenti interni

2.      Storici nemici esterni (con forza uguale alla Birmania) come la Thailandia

3.      Nemici di grande potenza

 

Ognuna di queste minacce doveva essere controbilanciata con una strategia su misura:

Insorgenza interna: tattica basata sul search and destroy, attacchi continui, agguati, ottenere l’appoggio locale

Nemici di uguale potenza: guerra convenzionale

Nemici di potenza superiore: guerra totale, con enfasi su guerra popolare e guerriglia.

 

Per meglio attuare questa dottrina addestramenti vennero effettuati in Svizzera, Jugoslavia, Cecoslovacchia e Germania Est per studiare il ruolo di milizie popolari, strutture organizzative, armamenti, e organizzazioni territoriali di difesa.

Questa nuova dottrina si basava su tre pilastri: popolazione, tempo e spazio. Oltre a quattro forze essenziali: umana, materiale, temporale e morale.

 

Terza fase: SLORC (1988-2010)

Si sviluppa in anni recenti con lo SLORC nel settembre 1988; prevede un  processo di modernizzazione, con enfasi su possibili minacce esterne, come intervento diretto o indiretto a sostegno di rivolte locali. Sono cresciuti  gli investimenti per ottenere un miglior comando, controllo, comunicazione, intelligence e difesa aerea.

 

 

Le Relazioni Internazionali

 

Le relazioni diplomatiche del Myanmar restano tese con molti stati, particolarmente a causa del suo record negative in violazione dei diritti umani. Nonostante sia spesso considerato un paese isolazionista, il Myanmar ha alcune relazioni con i suoi vicini. Ufficialmente il governi continua a adottare un indipendente e non allineata politica estera.

 

 

 

Unione Europea e Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno sottoposto la Birmania a dure sanzioni economiche cosi’ come l’Unione Europea, incluso embargo su armi, fine di accordi preferenziali e sospensione di tutti gli aiuti eccezion fatta per quelli umanitari.

Molte compagnie americane ed europee hanno lasciato cosi’ il paese, ma lacune compagnie occidentali continuano ad operare grazie a cavilli burocratici nelle sanzioni. Specialmente alcune compagnie asiatiche continuano i loro investimenti, concentrati nell’estrazione di risorse naturali.

La compagnia francese Total S.A. puo’ operare a Yadana il’oleodotto di gas naturale che congiunge il paese con la Thailandia nonostante le sanzioni UE. Total e’ al momento sotto inchiesta per l’accusa di sfruttare manodopera minorile nella costruzione del suddetto oleodotto, con appoggio dell’americana Chevron e sotto supervisione del Tatmadaw.

 

Stati Uniti

 

Le relazioni politiche con gli Stati Uniti sono peggiorate sensibilmente dopo il golpe del 1988 e la violenta repressione del movimento pro-democratico.

 

Association of Southeast Asian Nations

Birmania e membro dell Association of Southeast Asian Nations (ASEAN) e parte dell ASEAN+3 e dell East Asia Summit. Se da una parte la presenza Birmania era frutto della politica di dialogo dell’Asean, dall’altra ha finite per diventare un imbarazzo a causa delle attività illegali della giunta. La Birmania accettò di rinunciare alla presidenza di turno dell’ASEAN nel 2006 in seguito alle pressioni degli stati membri.

Asean non sostiene la Birmania in nessuna sede internazionale e preme sulla giunta per il ristoro della democrazia.

 

Bangladesh

Nonostante dispute territoriali e nautiche e la forzata migrazione di 270,000 Rohingya Mussulmani dalla Buddista Birmania nel 1978, relazioni con il Bangladesh sono generalmente state cordiali anche se ci sono stati momenti di tensione.

Al summit regionale dell’ASEAN nel 2008 in Singapore, Bangladesh e Myanmar hanno preso impegno nel risolvere le loro dispute sul confine marittimo, in vista della scadenza della dichiarazione ONU sui confini nel 2011. Nonostante questo verso la fine del 2008, Myanmar invio’ navi nelle acque in disputa della Baia del Bengala per esplorazioni su petrolio gas naturale. Il Bangladesh rispose inviando tre unita’ navali nell’area esegui una ferrea trattativa diplomatica con la giunta per il ritiro delle sua flotta. Durante questa crisi Myanmar dispiegò migliaia di truppe lungo oil suo confine con il Bangladesh. Dopo un settimana le navi furono ritirate e la crisi risolta.

Repubblica Popolare Cinese

La Repubblica Popolare Cinese ha avuto povere relazioni diplomatiche con la Birmania fino alla fine degli anni ’80. Tra il 1967 e il 1970 le relazioni furono interrotte per l’appoggio di Pechino al Partito Comunista Birmano. Deng Xiaoping visito’ Yangon nel 1978 e ritiro’ il suo appoggio all’insorgenza del partito comunista. Nonostante questo, agli inizi degli anni 50 i rapporti con al Cina era tra lati e bassi; U Thant e U Nu favorivano l’accesso della Repubblica Popolare come membro permanente del Consiglio di Sicurezza all’ONU, ma denunciarono l’invasione del Tibet.

Gia’ prima dell’annessione britannica, Birmania e Cina avevano rivendicazioni sui confini; l’ultima disputa culmino’ nel 1956, quando l’APL invase il nord del paese ma furono respinti. Un accordo fu poi sancito nel 1960.

Nei tardi anni ’60 scoppiarono seri tumulti contro la minoranza cinese, in seguito alla propaganda di Ne Win che accusava i Cinese del fallimento del raccolto, sul crescente appoggio di studenti cinese a Mao Zedong e alla rivoluzione culturale. Negozi e case furono saccheggiate e bruciate, il governo cinese accuso’ apertamente il governo birmano di fomentare le rivolte, ma non si giunse alla guerra.

Alla fine degli anni ’80 i rapporti si aprono, la Cina comincia a fornire la giunta di armi in cambio di accesso ai mercati locali e soprattutto usufruire della base navale nelle Coco Islands and Andamane Sea per monitorare attività indiane.

L’ influsso delle armi cinese ha favorito la giunta nella sua decennale lotta contro le insorgenze etniche , che in passato avevano goduto dell’appoggio di Pechino.

Repubblica Cinese (Taiwan)

Nonostante la Birmania non riconosca ufficialmente Taiwan, ci sono intense relazioni commerciali tra i due paesi.

 India

Risultato della crescente influenza cinese in Birmania unita all’incremento del traffico illegale di armi lungo oil confine indiano, l’India ha cercato di stringere relazioni con la giunta al potere. Numerosi contratti economici sono stati stretti tra i due paesi.

Corea del Nord

Nel 1983, agenti nordcoreani tentarono di assassinare l’allora presidente sudcoreano Chun Doo-hwan durante la sua visita in Birmania. Nonostante il presidente usci’ incolume, 21 persone furono uccise nell’attentato incluso il vice PM  sudcoreano, e la Birmania sospese le relazioni diplomatiche in risposta. Le relazioni vengono ristabilite nell’aprile 2007 durante la visita del vice ministro degli esteri nordcoreano  Kim Yong-il in Birmania. Da allora si riporta che ingegneri nordcoreani stiano aiutando a costruire tunnel sotterranei , per rifugio di emergenza e altri non meglio precisate ragioni. Recenti rapporti pubblicati suggeriscono anche sostegni per la costruzione di reattori nucleari.

Pakistan

Pakistan e Myanmar hanno cordiali relazioni diplomatiche.

Russia

Le relazioni bilaterali con la Russia sono sempre state le più forti avute dalla Birmania. La Russia ha stabilito relazioni diplomatiche con la Birmania sin dalla sua indipendenza e sono rimaste tali anche dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Cina e Russia oppongono sanzioni economiche sulla Birmania, arrivando anche al veto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, e supportano una politica di dialogo.

Thailandia

Le relazioni con la Thailandia sono generalmente improntate su canali economici e commercio. Ci sono state sporadiche schermaglie sui confini contesi. Recentemente la Thailandia ha espresso desiderio di cambiamento per la Birmania, ma ha sempre ritenuto le sanzioni economiche la via sbagliata.

 

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